#ilLimiteèilMare

il limite è il mare

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Resilienza

A un mese dall’esperimento possiamo fare alcune considerazioni.

Alcune piantine non ce l’hanno fatta. I pini e i mirti più esposti ai venti marini sono seccati, come molti immaginavano. In fondo era un po’ come piantare fiori nel deserto.
Straordinariamente però, in alcuni punti della duna, protette dalle tamerici, al riparo dai venti, molte piantine sembrano essere perfettamente a proprio agio. Questo è il segnale che la duna sta riprendendo a pieno le sue funzioni e a breve potranno nascere ancora più pini, ginepri e mirti creando un vero e proprio parco lineare.

Questo consapevolezza che abbiamo oggi è già un grande risultato!
Ci fa pensare che non tutto si può controllare. Anzi non si deve, ed è proprio quello il bello.
Ci fa credere che questo modo di sperimentare la resilienza, nella natura come nelle attività umane, sia l’unico modo per costruire da capo un’idea autentica di paesaggio.

Gli alberi che riusciranno a crescere ce lo ricorderanno sempre.

 

 

 

resilienza

Ci siamo quasi

Siamo arrivati ormai a un passo dalla realizzazione del Progetto che per sua natura è risultato oggettivamente molto complesso e imprevedibile nei tempi di realizzazione in quanto legato a dinamiche urbanistiche e di pianificazione sovralocale facenti capo a numerosi Enti.

Il sito in oggetto, il lungomare di Chiatona (Palagiano – TA), è inserito in un’area soggetta a “D.M. 01-08-1985 – Dichiarazione di notevole interesse pubblico della costa occidentale Jonica ricadente nei comuni di Ginosa, Castellaneta, Palagnano, Massafra e Taranto – Istituito ai sensi della L. 1497 G. U. n.30 – 06/02/1986” e rientra nella perimetrazione del PUTT/p in A.T.E. di valore rilevante “B”; A.T.D. Coste ed aree litoranee, Decreti Galasso, Vincolo Idrogeologico e Idrologia superficiale.
Inoltre l’area rientra anche nel Sito di Interesse Comunitario denominato “Pineta dell’arco ionico” (cod.IT9130006) e, nonostante sia utilizzata come strada pubblica, l’area risulta ancora di proprietà del “Demanio Pubblico dello Stato ramo Marina”.

Per questi motivi, per poter realizzare l’intervento, è stato necessario richiedere (nell’ordine):
1 – “AUTORIZZAZIONE PAESAGGISTICA ai sensi dell’art. 146 e 159 del Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e ss.mm.ii.” ottenuta solo recentemente (20.01.2015) dopo aver affrontato un lungo iter procedurale attraverso la macchinosa approvazione da parte della “Commissione Locale per il Paesaggio” e della “Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per la Provincia di TA”;
2 – “RICHIESTA DI PARERE COMPATIBILITÀ S.I.C. con Valutazione di Incidenza Ambientale ai sensi della D.G.R. del 14 marzo 2006 n°304”; il Parere, da quanto risulta a seguito dei numerosi colloqui informali avvenuti negli Uffici della Provincia con il dott. Bellini, risulterebbe POSITIVO ma la pratica è bloccata per inefficienza dell’Ufficio Parchi della Provincia di Taranto (Settore 09 – Ecologia e Ambiente – Aree protette e Parco Naturale delle Gravine – Protezione Civile);
3 – “CONSEGNA DI BENI DEMANIALI MARITTIMI ai sensi dell’art.34 del Codice della Navigazione” in fase di esecuzione tra la Capitaneria di Porto di Taranto e il Comune di Palagiano; questo atto si è ritenuto necessario grazie alla sopravvenuta “scoperta” della non iscrizione dell’area alla proprietà comunale; la richiesta di Consegna è disciplinata dal Protocollo d’Intesa tra Comune di Palagiano e Ass. cult. ReSet ai sensi del D.G.C. n.109 del 24.09.2014; anche questo Parere, da quanto emerso degli incontri tra Ass. ReSet, Comune di Palagiano e Capitaneria di Porto di Taranto, risulterebbe POSITIVO;
4 – L’ottenimento di suddetto “PROTOCOLLO D’INTESA tra Comune di Palagiano e Ass. cult. ReSet ai sensi del D.G.C. n.109 del 24.09.2014” (ottenuto) è risultata anche essa una operazione molto lunga, durata quasi 6 mesi, per via delle dinamiche politiche locali del Comune di Palagiano che è stato sprovvisto di Giunta Comunale per circa 3 mesi.
L’ottenimento di questo documento era propedeutico all’ottenimento di tutti i precedenti permessi e per questo motivo ha fatto slittare i tempi di ogni singola pratica.

E’ stata quindi formalizzata una richiesta straordinaria di proroga dovuta all’espletamento di queste procedure burocratiche, che erano assolutamente imprevedibili in fase iniziale di Progetto e che non dipendono né dalla Regione Puglia né dall’Associazione culturale ReSet, ai fini della realizzazione del nuovo lungomare per Chiatona.

Ci siamo quasi.